FAQ Venus flow

1. Venus Flow è un composito microriempito o ibrido?
Venus Flow è un composito ibrido con particelle ultra fini
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2. Come raggiunge Venus Flow la sua dichiarata tissotropia?
Il network tridimensionale della matrice di Venus Flow si disaggrega quando viene sottoposto a pressione, per esempio durante la distribuzione lungo le pareti cavitarie, permettendogli di scorrere. Una volta cessata la pressione sul prodotto, i link fra i costituenti del network si ristabiliscono e Venus Flow ritorna stabile.
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3. Perché non si deve usare Venus Flow in cavità estese o in regioni sottoposte al carico occlusale?
Per la loro specifica composizione i compositi “Flowable” non hanno le stesse caratteristiche di resistenza dei compositi tradizionali e non sono pertanto adatti ad assorbire gli stress a cui sono sottoposte le aree di carico occlusale nelle cavità estese di I e II Classe.
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4. Per Venus Flow si può utilizzare la Scala Colori Venus?
Si! Poiché i sistemi Venus e Venus Flow sono costituiti dagli stessi colori, non è necessaria una scala colori separata.
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5. La gamma colori di Venus Flow è la stessa di Venus?
Si! Quando è stato sviluppato Venus Flow, le sue tinte sono state comparate ed uniformate a quelle di Venus. Questo elimina qualsiasi differenza di colore quando i prodotti sono utilizzati insieme.
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6. Venus Flow è radiopaco?
Si! I restauri in Venus Flow sono facilmente riconoscibili ai raggi X
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7. Si può utilizzare Venus Flow come ammortizzatore?
Si! Venus Flow è stato formulato per essere anche un liner di cavità. Dopo la polimerizzazione infatti Venus Flow risulta più flessibile rispetto ai compositi tradizionali e questo gli permette di bilanciare lo stress generato dalla contrazione del composito standard e la forza di trazione esercitata dall’adesivo. Questo riduce il rischio di distacco o di formazione di un gap fra composito e adesivo.
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8. Perché si preferisce usare Venus Flow come liner di cavità durante una terapia conservativa?
Poiché Venus Flow risulta estremamente tissotropico, ha la caratteristica di fluire anche all’interno di piccole cavità in maniera omogenea e densamente. In questo modo forma nella cavità una base con margini che si assottigliano intorno le pareti cavitarie. Questa forma arrotondata crea un denso sigillo con il bonding e il composito utilizzati per completare il restauro.
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9. Venus Flow richiede uno speciale adesivo o si può utilizzare con tutti gli adesivi Heraeus?
Tutti gli adesivi Heraeus posono essere utilizzati in combinazione con Venus Flow: iBond Self Etch, Gluma Comfort Bond , Gluma Solid Bond.
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10. Si può usare Venus Flow per attaccare i brackets ortodontici?
Grazie alla sua eccellente tissotropia, Venus Flow è consigliato anche per questa indicazione
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11. Quale intensità luminosa è richiesta per polimerizzare Venus Flow?
Le lampade alogene o LED devono avere una potenza di almeno 400-500 mW/cm2. Le lampade al Plasma devono avere una potenza di almeno 1200 mW/cm2 se si riduce il tempo di polimerizzazione e il composito risulta completamente fotopolimerizzato. I colori A1,A2,A3,A3,5,B2,B3 3 SB1, SB2, T2 HKA2,5 devono essere polimerizzati per 20 secondi. Tutte le altre tinte richiedono una polimerizzazione di 40 secondi. Se viene ridotto il tempo di polmerizzazione il composito non polimerizzerà completamente.
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12. Come eseguo la riparazione di un restauro in composito con Venus Flow?
Quando si procede alla riparazione di un restauro utilizzando Venus Flow, è importante pulire e irruvidire l’area danneggiata. Poi sull’area irruvidita si deve applicare un bonding – come Gluma Solid Bond per garantire che il precedente restauro si attacchi a Venus Flow.
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